Clara si racconta: inizio della nuova avventura universitaria

“Chi si ferma è perduto”, recitava la locandina di una famosa pellicola degli anni ‘60, ed effettivamente il tempo sembra essere fuggito di corsa dall’ultima volta che avevamo intervistato Clara, ormai quattro mesi fa.

Da quel seppur breve incontro era emerso un quadro a grandi pennellate e tinte forti di una giovane donna appassionata e talentuosa, timida e al tempo stesso determinata. E così, come un pittore guarda la bozza di un quadro e curioso già ne immagina tutte le possibili evoluzioni cromatiche, così noi eravamo curiosi di conoscere tutti i dettagli, le sfumature e i giochi di colore che si celavano dietro Clara, donna e studentessa: come andrà l’inizio della nuova avventura universitaria? Quali sono i suoi sogni e le sue paure e le sue speranze in questo periodo di profonda incertezza per tutti?

Ed è così che con gran naturalezza ci siamo ritrovati ad alzare la cornetta tutta virtuale dei nostri pc e a catapultarci direttamente a Mwanza, dove Clara studia e vive attualmente, per una seconda intervista.

Per chi avesse perso la prima intervista, può leggerla qui: Clara: nuova borsista di SSF in Infermieristica.

Non appena accese le videocamere della nostra chiamata virtuale ci danno il benvenuto il suo sorriso e il suo riso travolgenti: è il viso energico e solare di una ragazza vigorosa, incorniciato da una folta chioma di trecce nere intessute e raccolte a mo’ di chignon. Da come ci accoglie capiamo subito che forse è meglio mettere da parte il canovaccio di domande stilato per l’occasione e, piuttosto, lasciarci andare ad un libero scambio di battute.

E son subito grandi risate, dal momento che ci riporta i saluti di un’adorabile cuginetta dal “tipico nome Tanzaniano” che tutti noi ci aspettavamo: Agrippina. Sì, proprio lei, Agrippina l’imperatrice romana e madre dell’imperatore Nerone. Coincidenze? “Io questo non credo”, avrebbe detto qualcuno alle nostri latitudini.
Andando avanti scopriamo che è alle prese con l’esame di Biochimica, vera e propria croce e delizia di tutti gli studi sanitari. Chi di voi ci abbia mai avuto a che fare, sicuramente in almeno un’occasione si sarà chiesto “Ma chi me l’ha fatto fare?”.

Ebbene è proprio da uno scanzonato “ma chi te l’ha fatto fare?” di Biochimica, che prende il La la nostra chiacchierata più intima con Clara.

Cosa ti ha spinto a diventare infermiera?

Ci risponde che i fattori sono stati molteplici, da un lato l’influenza e i consigli della madre, dall’altro una vera propria vocazione: “Calling from God”, ci dice, spinta dal suo innato senso di empatia. “Una decisione di cui vado molto fiera e di cui non mi pentirò mai”, ci ribadisce.
Ma non è sempre tutto ora quel che luccica. Essere una studentessa prima e un’infermiera poi, comporta anche dover affrontare e superare molte avversità.

“Nonostante le difficoltà economiche iniziali, sono riuscita a diplomarmi con buoni voti e, con una piccola dose di fortuna, ad essere assunta presso l’ospedale di Ndanda. È difatti molto difficile trovare un impiego appena finiti gli studi. Poi subentra il lavoro vero e proprio in ospedale: qui la sfida più grande sta nel fatto di essere solo 5 infermiere per un totale di circa 40 pazienti al giorno. Per fortuna facciamo tutte un gran lavoro di squadra e lavoriamo per offrire ai nostri pazienti un’assistenza di qualità e al meglio delle nostre possibilità”.

Clara Mafumiko

Qual è stata la tua reazione quando hai saputo della Borsa di SSF?

Affascinati da tanta passione, cogliamo la palla al balzo per chiederle quale fosse stata la sua reazione e i suoi sentimenti dopo aver saputo di essere la destinataria della borsa di studio di SSF che le permetterà di alimentare ancor più questa vocazione.
Ci confida che, quando l’ufficio delle risorse umane la convocò per la stipula del contratto, stentava a credere che fosse vero:

“La politica del nostro ospedale solitamente richiede almeno 3 anni di servizio prima di potersi allontanare per continuare gli studi, ma io ne avevo solo 2 e qualche mese. Non solo: ero in assoluto anche la più giovane tra tutti, i molti, partecipanti. Il livello di competizione era molto alto ed ero veramente emozionata, mi sono sentita tanto tanto fortunata”.

Clara Mafumiko

Come procede l’inizio dell'Anno Accademico a Mwanza?

Proseguiamo chiedendo di raccontarci come procede l’inizio di questo Anno Accademico a Mwanza e con gran entusiasmo ci racconta da un lato delle lezioni e degli esami imminenti, e dall’altro di essersi già fatta dei nuovi amici nel suo corso, con i quali condividere questa nuova avventura.

“Da questi 3 anni di studi mi aspetto di crescere e cambiare, di ampliare le mie conoscenze ed abilità in materia sanitaria, in modo tale da diventare un’infermiera migliore per la mia comunità e per i futuri studenti di infermieristica ai quali insegnerò.”

Clara Mafumiko

Clara, infatti, al completamento del ciclo di studi farà ritorno a Ndanda, da un lato per proseguire il suo lavoro di infermiera, e dall’altro per insegnare quanto appreso ai nuovi giovani colleghi. Diventerà così la più giovane insegnante a Ndanda. Un altro piccolo-grande record per lei, un altro piccolo-grande motivo di orgoglio per noi.

Cosa ne pensi del Peer Learning (Kufundishana)?

Chi conosce un po' Studenti Senza Frontiere sa quanto ci sono cari i temi dell’istruzione e dell’apprendimento, e nello specifico di una particolare modalità di apprendimento: il Peer learning, o, detto in Swahili, il Kufundishana, lo scambio reciproco di conoscenza tra pari. A tal proposito Clara ci spiega che:

“La medicina è un processo di apprendimento senza fine, e fare del Kufundishana è il miglior modo per approcciarsi a questa materia. Ciascuno di noi apporta un contributo diverso in termini di conoscenza e pratica clinica, e proprio tramite il Peer learning possiamo selezionare le pratiche migliori, le strategie comunicative più efficaci, e affinare le nostre abilità di lavoro di gruppo, per rendere più omogenea la qualità della cura e andare tutti nella giusta direzione.”

Clara Mafumiko

Quali sono le doti per essere una brava infermiera?

Anche in questo caso è proprio la sua risposta a fornirci l’assist perfetto per la domanda 1 milione di dollari: “Quali sono secondo te Clara le doti più importanti che deve possedere una brava infermiera?” le domandiamo, consci del fatto che non sarà affatto facile rispondervi.
Clara ci sorprende con una risposta tranchant, che è tanto semplice ed immediata quanto complessa e profonda:

“Semplice! Basta seguire i 5 cardini fondamentali: Autonomia, Riservatezza, Giustizia, Equità, Non nuocere. Facendo propri questi principi non si può che fare bene il proprio lavoro”.

Clara Mafumiko

Dove ti vedi tra 10 anni?

Il nostro tempo insieme sta per volgere a termine e così decidiamo di congedarci con la più classica delle domande: “Dove ti vedi tra 10 anni?”

“Tra dieci anni? Ho appena iniziato un nuovo percorso di educazione e professione, che mi porterà a delle nuove sfide, accompagnate a loro volta da maggiori responsabilità. Tutto questo, però, non mi spaventa, anzi, spero che il tempo scorra in fretta in modo tale da poter mettere subito in pratica tutto ciò che sto apprendendo. Spero poi di avere una famiglia, e di promuovere e mantenere una buona salute della mia famiglia e degli altri, di diventare un’infermiera con tanta esperienza e di essere una buona insegnante per i miei alunni, una di quelle che fa fare molto Kufundishana… ma non durante i test!!”

Clara Mafumiko

Scoppiamo tutti a ridere e comprendiamo che Clara è proprio questo: un piccolo scrigno di gioia, passione e semplicità dal quale tutti noi avremmo bisogno di imparare tanto.

Grazie a chi rende questo possibile!

SSF realizza i suoi progetti senza il supporto di grandi organizzazione o finanziatori. Siamo un gruppo di giovani e universitari, tutti volontari, che in modo libero, gratuito e competente lavorano in SSF con impegno, costanza e dedizione.

Il merito principale del raggiungimento di questi grandi risultati va a persone con il cuore altrettanto grande.

  • Come i ragazzi del Rotaract Roma Appia Antica che da anni, nello svolgimento del loro servizio annuale, raccolgono fondi da destinare alle borse di studio di Studenti Senza Frontiere. Per gli studi di Remigius in Farmacia hanno finanziato i living costs dell’intera borsa, e si sono impegnati per i prossimi anni a sostenere la borsa di studio di Clara.
  • Come la nostra amica e donatrice Daniela Troina sempre pronta ad organizzare una raccolta fondi per supportare i progetti di borse di studio di SSF. Nel 2015-2019 Daniela ha istituito la "Borsa di Studio Pierò Magrì" dedicata alla memoria di Piero. Attraverso essa è stato possibile finanziare i costi universitari per i 4 anni accademici del corso di laurea di Remigius in Farmacia.
  • Come gli studenti e la comunità scolastica del Liceo Peano-Pellico di Cuneo che a Natale 2019 hanno organizzato una raccolta fondi autogestita, grazie alla quale abbiamo potuto avviare la borsa di studio di Clara in Infermieristica.
  • Ma anche persone come te che leggi, che con una semplice donazione, piccola o grande che sia non importa, danno il loro grande contributo alla causa di cui SSF si è fatta portavoce: la formazione al servizio dello sviluppo.

Abbiamo ideato i Kit Studio di SSF per dare la possibilità a tutti di poter contribuire, anche con una piccola quota, a sostenere le nostre borse di studio.

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    Un Libro di Testo

    50.00 Regala e Dona
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    Un Giorno di Retta

    37.00 Regala e Dona
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    Un Giorno di Campus

    6.00 Regala e Dona

Puoi aiutare molto, anche donando poco.

Oppure puoi sostenere la borsa di Clara facendo una libera donazione.


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