Da iniziativa studentesca a onlus.
L’iniziativa nasce nel 2006 dall’idea di un gruppo di studenti dell’associazione studentesca “Università Cerca Lavoro” in collaborazione con l’associazione di medici volontari “Medicina e Mediterraneo”. Nella sua prima edizione, dal titolo La diade materno-fetale: via di cooperazione Italia-Africa, viene indirizzata a studenti e specializzandi di medicina, che dopo un ciclo di formazione avviano una staffetta di interventi a supporto del presidio medico dell’abbazia benedettina di Hanga (Tanzania).
Nello stesso periodo viene formalmente accreditata presso il consiglio della Facoltà di Medicina e Chirurgia della “Sapienza”, e grazie all’impegno di un sempre maggior numero di studenti aderenti, realizza per il 2008 un calendario ed una raccolta fondi da destinare al presidio di Hanga.
Nei primi mesi del 2008 a seguito di una attenta analisi dei dati e delle esperienze degli studenti di ritorno dall’Africa, decide di allargarsi alla Facoltà di Economia della “Sapienza” avviando una collaborazione con il Dipartimento per le Tecnologie, le Risorse e lo Sviluppo, che si impegna a sostenere il progetto nella formazione degli studenti e nella programmazione degli interventi.
Con il 2009 ha inizio anche la seconda edizione dell’iniziativa, dal titolo Kufundishana (formazione reciproca): insieme sulla via della cooperazione, che viene indirizzata sia a studenti di medicina che agli studenti del corso di Economia per la Cooperazione Internazionale allo Sviluppo (interfacoltà di Economia e Scienze Politiche); viene mantenuto il format della formazione seguita da uno stage d’intervento, migliorando il ciclo di lezioni ed ampliando le realtà raggiunte, a cui si aggiungono il Namanyere District Hospital in Tanzania ed il dispensario medico di Katibunga in Zambia. Il progetto riceve contestualmente il patrocinio della Sapienza Università di Roma.
Nel Maggio 2009 nasce “Studenti Senza Frontiere”, riconosciuta dall’Agenzia delle Entrate come organizzazione non lucrativa di utilità sociale, al fine di meglio convogliare gli studenti verso il crescente numero di attività e collaborazioni con i PVS.
In entrambe le sue precedenti edizioni l’iniziativa è stata realizzata grazie ai finanziamenti di Laziodisu, che hanno permesso, tra l’altro, l’istituzione di 15 borse di viaggio, per interventi in realtà depresse, assegnate ai partecipanti dimostratisi più meritevoli, ed il coinvolgimento in totale di circa 250 studenti.
L’esigenza sentita da molti studenti di rendersi utili per il miglioramento delle condizioni di vita delle popolazioni nei PVS, spesso trasmessa dai media piuttosto che scaturita da una reale conoscenza delle realtà depresse, ha trovato in di questa iniziativa una concreta possibilità di mettere le proprie capacità (individuali e professionali) al servizio di processi di sviluppo, attivando nell’intero corpo studentesco un meccanismo di auto-sensibilizzazione alimentato per lo più dalla partecipazione, diretta ed indiretta, degli studenti alle esperienze d’intervento.









